venerdì 17 gennaio 2020

#15 L'EVOLUZIONE FUTURA DELL COSA

SCARPE DEL PASSATO CHE HANNO FATTO IL FUTURO  

Le cioce oggi ovviamente non si usano più. Si indossano però durante manifestazioni folkloristiche e rievocazioni storiche a tema. Arpino è il paese che ancora oggi le produce artigianalmente, motivato dal "Gonfalone” che ogni anno, in agosto, le vuole calzate per la sfilata in costume ciociaro.
Esse accompagnando i passi dei nostri antenati fino agli anni 60 sono state i predecessori delle scarpe contemporanee
Richiami di queste calzature possiamo riscontrarle in numerose applicazioni moderne:

#14 LA COSA COME SIMBOLO

La ciocia è il simbolo della Ciociaria, una terra che comprende 91paesi della provincia di Frosinone
Non è mai apparsa negli stemmi dei vari paesi e nemmeno nei loghi di ditte o prodotti: per molti il termine ciocia o ciociaro ha sempre avuto una connotazione semantica negativa e dispregiativa perché associata ad un umile calzatura di contadino (cafone).  

La ciocia è il simbolo del “modello contadino” che ha caratterizzato per secoli l’economia della provincia, la ciocia come testimonianza di un mitico clima bucolico in cui si conduceva una vita semplice e parsimoniosa.

Da un’analisi più accurata e suggestiva vengono fuori un complesso di simboli collegati alla calzatura di per sé: alla punta più o meno pronunciata o alle stringhe.

La punta della ciocia assumeva il  significato dello stato civile: picco basso per gli uomini e donne di una certa età ; picco alto e ben arricciato per le signorine, per ufficializzare il fidanzamento lo sposo regalava due fasci di stringhe nuove alla fidanzata.

La punta alta e girata all’insù ,era inoltre simbolo di una maggiore disponibilità economica ed era dunque motivo di fierezza, esibizione e rifinitura accurata

#13 ANATOMIA DELLA CIOCIA


#12 I MATERIALI

Le cioce sono fabbricate con due pezzi quadrati di pelle d'asino o di cavallo. Nei fori praticati quando il cuoio è ricresciuto e battuto, ed è ancora bagnato viene infilato uno spago che avvolge il piede in modo che il sandalo si assottigli verso la punta e termini con una curva chiamata ciùffa o cricca. La gamba viene avvolta fino al ginocchio con tela di lino bianco detta pèzze, e legata con le stringhe che sono di un cuoio più tenero rispetto a quello usato per i plantari.
Per soluzioni meno dispendiose la ciocia veniva realizzata anche interamente in gomma oppure in feltro (chiamato deppiòne o manecòtte). il feltro era una sorta di stoffa densa e compatta ma si usava solo in estate poiche non poteva impregnarsi di acqua o in cartiera dove il feltro veniva recuperato gratuitamente dagli scarti delle lavorazioni. Spesso si riccorreva anche ad utilizzare il feltro dei vecchi cappelli soprattuto per le cioce dei bambini.
Inizialmente un pezzo di cuio rinforzava parte della pianta del piede come la zona del calcagno, successivamente invece con la disponibilità di vecchi pneumatici di automobili questo rinforzo si estese a tutto il plantare.


MODELLO SARTORIALE
(Immagine tratta dal libro ''La ciocia'' di Mario De Carolis)













#11 TASSONOMIA DELLA COSA

La ciocia è arrivata in Etruria e quindi nel Lazio e in Abruzzo dall’Anatolia, le stesse calzature si trovano in Bosnia, in Croazia, in Serbia,  in Bulgaria e nella lingua slava si chiamano OPANAK.
Tra il 29.ed il 19 a.c. Virgilio nell’Eneide descrive le calzature dei guerrieri italici : “rozzo di cuoio ruvido un calzare” che somigliano proprio alle prime cioce, realizzate con le pelle di bovino o la cotenna di maiale.

Con la nascita dei feltrifici si cominciò ad usare il feltro per il plantare.


Infine le ultime cioce erano fatte con la gomma.


#09 NOMI DELLA COSA

Le ciocie assumono diverse denominazioni al di fuori del luogo di origine:
  • «zampitti» e lo «sciòscio», cioè le ciocie meridionali, nel territorio delle Due Sicilie, dove si registrano diverse parole indigene, che denotano le ciocie e altre calzature che le rassomigliano molto.
  • «i sampìtte» nella Marsica e nel Sud-Pontino è usato come nome etnico, e nell'etimologia e nel significato si avvicina molto alla voce italiana ciociaro
  • «Zampetti» ad Albano Laziale, Ascoli Piceno, Avellino, Cisterna e Roma
In lingua straniera:

Ciocia,          rumeno

シオシア,  giapponese

Σιώτσια ,      greco

Сиокия,       bulgaro

Peter Čokl,   sloveno

Циоциа,       serbo (alfabeto cirillico)



Nei dialetti italiani:

Napoli,    chiochia

Marche,   ciabatte

Umbria,   ciocera



FONTI
https://www.wikiwand.com/it/Ciociaria

lunedì 9 dicembre 2019

#10 PROVERBIO



'' Quando la ciociara se marita, a chi ci da ju spago e a chi la ciocia!
Quando la ciociara sa maritata, ju spago è rutto e la ciocia è sfunnata!!! ''

Quando la ciociara si sposa, chi le da lo spago e chi la ciocia!
Quando la ciociara si è sposata, lo spago è rotto e la ciocia sfondata!!!

#33 SINTESI FINALE

Il mondo delle ciocie è infinitamente vasto e variegato, in questo blog si è compiuto un viaggio storico-culturale che ha avuto inizio d...