Con la disponibilità dei vecchi pneumatici di automobili il rinforzo che prima veniva utilizzato solo nella zona del calcagno si estese lungo tutto il plantare, poiché rappresentava un mezzo antiusura del tutto gratuito.
Per la prima volta una forma di progresso ha allungato la vita ad un oggetto primitivo che sarebbe sicuramente scomparso, sostituito da aspetti tecnologicamente avanzati.
La ciocia deve infatti la sua fortuna all'anno 1899, anno in cui il ''copertone'' brevettato dall'inglese Robert William Thompson nel 1845 arriva in Italia. La sua prima realizzazione pratica porta il nome del veterinario scozzese John Boyd Dunlop, che nel 1887 costruì il primo pneumatico per il triciclo dei suoi figli.
Senza copertone la ciocia non sarebbe certamente sopravvissuta, perfino nelle ciocie che si fabbricano oggi per l'esclusivo e particolare impiego nei gruppi folkloristici se ne fa ancora uso, poiché altrimenti con i movimenti decisi delle danze popolari i plantari si consumerebbero troppo presto.
venerdì 17 gennaio 2020
#19 LA COSA NELL'ARTE
Non c’è alcun costume regionale al mondo che disponga di una documentazione eccezionale come quella del costume ciociaro. Gli artisti europei tra la fine del XVIII e l’inizio del XX hanno iniziato a rappresentare il personaggio ciociaro, tanto che nei musei e nelle gallerie del pianeta è difficile non rinvenirvi un quadro inerente alla Ciociaria. Si ricordi infatti la grande mostra di quadri “ciociari” proposta lo scorso anno a Parigi nella mostra Voir l’Italie et mourir al Museo d’Orsay.
Carlo Baldassare Simelli (Stroncone, Italia 1811 - Roma, dopo il 1877)
Pifferari, intorno al 1858
Prova su carta di albume, 19,4 x 25,6 cm
Kalamata, Grecia, collezione privata
Foto Musée d'Orsay / © Patrice Schmidt
Prova su carta di albume, 19,4 x 25,6 cm
Kalamata, Grecia, collezione privata
Foto Musée d'Orsay / © Patrice Schmidt
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| C.J.BLANC (1818-1888): Famiglia ciociara di musicanti, 1860. Olio su tela. |
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| Telemaco Signorini (Italian, 1835–1901) Contadinella , ca. 1860, olio su tela 17.8 x 12 cm. (7 x 4.7 in.) |
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| James BERTRAND (1823-1887): Donne di Alvito in pellegrinaggio a San Pietro a Roma, 1851. Olio su tela. |
#18 IN CUCINA
GLI GNOCCHI
Le ciocie sono protagoniste di molti eventi folkloristici e gastronomici della Ciociaria, la "Sagra degli gnocchi" durante il festival degli zampognari ne è un esempio.
Nella giornata sarà possibile apprezzare la "ricca cucina povera" della ciociara. Gli zampognari infatti, vestiti come contadini in costume, muniti di tabarro, cappello, e ciocie, suonano per i vicoli del paese, richiamando gli abitanti a partecipare all’assaggio degli gnocchi che, ovviamente, è il momento clou della giornata.
“
Potrebbe interessarti: http://www.frosinonetoday.it/eventi/acquafondata-sagra-degli-gnocchi.html
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1) Fate rinvenire i funghi in una ciotola con acqua tiepida e tagliateli a pezzi piccolissimi. Poi tritate insieme la cipolla, l'aglio, il
sedano, il prezzemolo, la carota e la pancetta.
2) Mettete a rosolare il trito di odori e pancetta in un tegame di coccio con l'olio extravergine. Spellate le salsicce e sbriciolatele,
versatele nel trito insieme ai funghi, lasciate insaporire, poi aggiungete il vino e lasciate evaporare. Versate quindi il pomodoro e
il peperoncino, aggiustate di sale e fate cuocere per 45 minuti circa.
3) Fate cuocere gli gnocchi in abbondante acqua salata, scolateli non appena vengono a galla e versateli in una terrina
preriscaldata, conditeli prima con il formaggio, poi con il sugo preparato, mescolate con delicatezza e servite.

Le ciocie sono protagoniste di molti eventi folkloristici e gastronomici della Ciociaria, la "Sagra degli gnocchi" durante il festival degli zampognari ne è un esempio.
Nella giornata sarà possibile apprezzare la "ricca cucina povera" della ciociara. Gli zampognari infatti, vestiti come contadini in costume, muniti di tabarro, cappello, e ciocie, suonano per i vicoli del paese, richiamando gli abitanti a partecipare all’assaggio degli gnocchi che, ovviamente, è il momento clou della giornata.
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1) Fate rinvenire i funghi in una ciotola con acqua tiepida e tagliateli a pezzi piccolissimi. Poi tritate insieme la cipolla, l'aglio, il
sedano, il prezzemolo, la carota e la pancetta.
2) Mettete a rosolare il trito di odori e pancetta in un tegame di coccio con l'olio extravergine. Spellate le salsicce e sbriciolatele,
versatele nel trito insieme ai funghi, lasciate insaporire, poi aggiungete il vino e lasciate evaporare. Versate quindi il pomodoro e
il peperoncino, aggiustate di sale e fate cuocere per 45 minuti circa.
3) Fate cuocere gli gnocchi in abbondante acqua salata, scolateli non appena vengono a galla e versateli in una terrina
preriscaldata, conditeli prima con il formaggio, poi con il sugo preparato, mescolate con delicatezza e servite.
In molti locali caratteristici inoltre, si possono trovare sfiziosità la cui forma ricorda quella delle ciocie.
#15 L'EVOLUZIONE FUTURA DELL COSA
SCARPE DEL PASSATO CHE HANNO FATTO IL FUTURO
#14 LA COSA COME SIMBOLO
La ciocia è il simbolo della Ciociaria, una terra che comprende 91paesi della
provincia di Frosinone
Non è mai apparsa negli stemmi dei vari paesi e nemmeno nei loghi di ditte o prodotti: per molti il termine ciocia o ciociaro ha sempre avuto una connotazione semantica negativa e dispregiativa perché associata ad un umile calzatura di contadino (cafone).
La ciocia è il simbolo del “modello contadino” che ha caratterizzato per secoli l’economia della provincia, la ciocia come testimonianza di un mitico clima bucolico in cui si conduceva una vita semplice e parsimoniosa.
Da un’analisi più accurata e suggestiva vengono fuori un complesso di simboli collegati alla calzatura di per sé: alla punta più o meno pronunciata o alle stringhe.
La punta della ciocia assumeva il significato dello stato civile: picco basso per gli uomini e donne di una certa età ; picco alto e ben arricciato per le signorine, per ufficializzare il fidanzamento lo sposo regalava due fasci di stringhe nuove alla fidanzata.
La punta alta e girata all’insù ,era inoltre simbolo di una maggiore disponibilità economica ed era dunque motivo di fierezza, esibizione e rifinitura accurata
Non è mai apparsa negli stemmi dei vari paesi e nemmeno nei loghi di ditte o prodotti: per molti il termine ciocia o ciociaro ha sempre avuto una connotazione semantica negativa e dispregiativa perché associata ad un umile calzatura di contadino (cafone).
La ciocia è il simbolo del “modello contadino” che ha caratterizzato per secoli l’economia della provincia, la ciocia come testimonianza di un mitico clima bucolico in cui si conduceva una vita semplice e parsimoniosa.
Da un’analisi più accurata e suggestiva vengono fuori un complesso di simboli collegati alla calzatura di per sé: alla punta più o meno pronunciata o alle stringhe.
La punta della ciocia assumeva il significato dello stato civile: picco basso per gli uomini e donne di una certa età ; picco alto e ben arricciato per le signorine, per ufficializzare il fidanzamento lo sposo regalava due fasci di stringhe nuove alla fidanzata.
La punta alta e girata all’insù ,era inoltre simbolo di una maggiore disponibilità economica ed era dunque motivo di fierezza, esibizione e rifinitura accurata
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#33 SINTESI FINALE
Il mondo delle ciocie è infinitamente vasto e variegato, in questo blog si è compiuto un viaggio storico-culturale che ha avuto inizio d...
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Le ciocie assumono diverse denominazioni al di fuori del luogo di origine: «zampitti» e lo «sciòscio», cioè le ciocie meridionali, nel te...









